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Comunità, ne facciano parte solo i luoghi montani
Nei giorni scorsi è stata presentata la proposta della Regione Marche riguardo il riordino delle Comunità Montane per ottemperare agli obblighi imposti dalla Legge Finanziaria.
Già nei mesi passati l'UDC di Pesaro-Urbino aveva espresso il suo parere riguardo questa problematica, riteniamo pertanto che in buona misura le indicazioni date dalla Regione possano essere accolte essendo in sintonia con quanto anche da noi proposto. L'UDC ritiene che sia corretto dare ai Sindaci un ruolo maggiore nell'ente comunitario, come allo stesso modo riteniamo che sia giusto che delle comunità "montane" facciano parte solo comuni che hanno realmente un territorio montano, in quanto diversamente si disperderebbero fondi che dovrebbero servire al mantenimento dei servizi ed allo sviluppo di territori montani in favore di comunità che hanno invece altre peculiarità ed altre problematiche. Non condividiamo i toni degli interventi di alcuni rappresentanti dell'UNCEM e di alcuni Presidenti di Comunità Montane, oltre che di alcune formazioni politiche che paventano situazioni disastrose per i territori montani nel caso di approvazione della nuova normativa. Eliminare i pletorici Consigli Comunitari (che sono molto spesso addirittura di impaccio al lavoro delle Giunte a causa della mancanza di numero legale), eliminare Presidenze di Giunta e di Consiglio oltre che gli assessorati per riportare , come in origine, il compito di gestire le C.M. ai Sindaci riteniamo serva a semplificare e migliorare l'operatività degli organismi. L'UDC ribadisce che gli enti montani debbano essere composti essenzialmente da Comuni che hanno realmente un territorio montano e che i carrozzoni politici che nel corso degli anni sono stati dotati di poteri più per garantire posti da ricoprire che non per dare effettivamente dei servizi a chi vive e lavora in territori montani, vengano eliminati per dare invece maggiori opportunità ai Sindaci di comuni realmente svantaggiati per viabilità e servizi. Auspichiamo che il prossimo dibattito in Consiglio Regionale dia un segno preciso in questo senso arrivando a decisioni che riportino gli enti montani al loro spirito originario eliminando sprechi e sovrastrutture politiche che sottraggono fondi pubblici che invece potrebbero essere utilizzati realmente per progetti e servizi.